Non ho detto amore, ho detto motore (cit.)

3 nov

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On air - On the rocks - Lo Stato Sociale

Ci sono domande che una donna si fa continuamente.
Esternarle tutte è fuori discussione. Chi lo fa è una terrorista vera, di quelle che in fondo sticazzi della risposta, l’importante è sputare in faccia tutte le paturnie, tutti tormenti. Fare il botto.
Ci sono domande che non vanno fatte.
Perché tanto la risposta che riceveremo sarà sempre quella sbagliata. Come quella ricevuta dalla piccola e insicura Luce, a fronte del suo “Ma ti piaccio davvero?” vomitato in faccia ad un malcapitato dall’approccio troppo rilassato per i suoi gusti. Cosa mai avrebbe dovuto rispondere, perlamiseria.
No, la verità è che mi disgusti ma esco con te ugualmente perché sei un sacco porca.
Oppure, Sì mi piaci da morire ed anche se questo è solo il nostro secondo appuntamento io vorrei fare progetti con te, grandi progetti!
La risposta, l’unica, da dare in casi simili, è quella più vaga di tutte, che placa gli animi e ammazza ogni potenziale discussione.
“Ma vaffanculo Luce” – le ho detto – “Non puoi averglielo chiesto davvero”
“Sì che l’ho fatto”
“Fammi indovinare, ti ha risposto Certo che mi piaci
“All’incirca”
Ed è per questo che non dovrebbero farsi certe domande. Perché dietro certe risposte si cela inevitabilmente un mondo sommerso. Un mondo che potrebbe racchiudere anche la risposta Mi piacevi un sacco prima che mi ammorbassi con i tuoi interrogatori del cazzo.
Ci sono domande che ci facciamo continuamente, e di cui non ci vergogniamo.
Che cosa gli piacerà davvero di me, è il top, è quella ridondante, è il leit-motiv.
Siamo così vanitose ed egocentriche da pensare che qualcuno interessato a noi possa davvero essere in grado di rispondere ad una simile domanda con la precisione chirurgica che vorremmo.
Ma perché, noi lo sappiamo davvero cosa ci piace di loro?
Le regole dell’attrazione sono davvero così semplici da comporre?
Ché se così fosse io potrei prendere carta e penna, stilare una lista di tutte le caratteristiche che vorrei in un uomo ed inviarla ad Ebay Annunci inserendo in calce il mio numero di telefono. Troverei in pochi giorni l’uomo della mia vita. Quello alto, scapigliato, affascinante e innamorato pazzo di me che mi legge Baudelaire prima di addormentarmi.
La verità è che noi ce lo chiediamo continuamente, ci distruggiamo l’anima a pensarci su, a pensare a cosa piace loro di noi. Setacciamo certosine ogni lato del nostro carattere pur di auto-risponderci, perché escludiamo, e fermamente, che la risposta possa vertere solo sull’estetica. Escludiamo anche un po’ stizzite che la risposta possa essere compresa nella forbice tra il culo e le tette. Eppure, tutto può essere. Nel dubbio, meglio non chiedere, ché tanto, pure che la risposta vera fosse il culo, ci sentiremmo dire qualcosa tipo Il tuo senso dell’umorismo, oppure La tua incontenibile gioia di vivere.
Ma poi, arriva sempre qualcuno che ti spiazza.
Qualcuno che con la spensieratezza ed il candore di chi ti sta chiedendo che ore sono ti spara un sorriso in faccia e ti chiede, a te, proprio a te:
Cosa ti piace di me?”
E tu, maledizione, non sei pronta.
Non era contemplato che tu, donna, mitra di domande sommerse e dignitosamente racchiuse nello scrigno degli orrori, ti saresti ritrovata nella condizione di dover dare delle risposte. Risposte? What’s risposte?
E scopri di non saper rispondere, perché alla fine ti piace e basta, inesorabilmente. Ed anche tu potresti piacergli e basta e non ci sarebbe niente di male, anzi, sarebbe splendido. Anche se il tuo ego urla e vorrebbe comunque essere riempito da qualcosa, da un dettaglio, pure uno solo, che plachi la fame. Come se fosse meno superficiale e più profondo sentir recitare un’oculata lista dei pro, piuttosto che ascoltare la confessione di chi non sa che cazzo sta succedendo.
In ogni caso, non puoi non rispondere, ma prima di farlo devi reprimere la pulsione di saltare in piedi e di urlare qualcosa tipo Non puoi avermelo chiesto maledizione!
E quindi pensi alla fame di dettagli, alla forbice tra il culo e le tette, a tutte quelle cose semplici-semplici che non portano a troppi approfondimenti, che ti fanno svicolare dalla vera portata della domanda. E rispondi:
“Gli avambracci”
E lì davvero la conversazione è finita. Morta. Ogni possibile romanticheria evaporata con la stessa subdoleria della fiamma sul B-52. E tu hai ottenuto quello che volevi. Cioè un bacio, una risata, il silenzio. E potete ricominciare subito a fare l’amore.
E allora, forse, era la risposta giusta.

55 Risposte a “Non ho detto amore, ho detto motore (cit.)”

  1. unaeccezione 3 novembre 2013 a 2:48 AM #

    “Cosa ti piace di me?” me lo sono sentita chiedere … e … non ho risposto.
    Ho detto solo “se te lo dico poi finisce che la cosa ti condiziona e la cambi” … il drammatico sarebbe stato “nulla” … per arrivare al nulla invece ce voluto un pò di tempo
    : )

    • Milla 3 novembre 2013 a 12:16 PM #

      Mannò dai, i pregi non si annientano col tempo, siamo noi che diventiamo miopi ;)

      • unaeccezione 3 novembre 2013 a 1:19 PM #

        in effetti ho una leggera miopia … : )

  2. matteoscompa 3 novembre 2013 a 4:03 AM #

    “Gli avambracci” potrebbe essee la risposta più adorabilmente hipster che potresti dare CamY :)

  3. poetella 3 novembre 2013 a 9:09 AM #

    Mlllaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
    Sei una bomba!
    Così piccola…hai già imparato tutto.
    Noi se dovemo da vede, sa’…prima o poi!

    • Milla 3 novembre 2013 a 12:47 PM #

      A Poetè… Così sembra che c’ho 13 anni!

      • poetella 3 novembre 2013 a 4:17 PM #

        ma perché? quanti ce n’hai?

      • Milla 3 novembre 2013 a 4:21 PM #

        Nove :)

      • poetella 3 novembre 2013 a 4:22 PM #

        ecco, vedi? ;-)

  4. Mr. Incredible 3 novembre 2013 a 9:45 AM #

    Cazzo che bello …

    • Milla 3 novembre 2013 a 12:47 PM #

      Smettila di dire parolacce!

  5. lchatnoir 3 novembre 2013 a 10:17 AM #

    Grandiosa

  6. amoreplatonico 3 novembre 2013 a 10:39 AM #

    A me, di te, piace che non rispondi mai. E tante altre cose che tengo per me e ti dirò al momento giusto, così magari mi baci. (ride)
    Sei un gran casino, Cam. <3

  7. Aléxandros91 3 novembre 2013 a 11:19 AM #

    Il problema, credo, è che spesso e volentieri si pongono domande di cui non si è davvero certi di voler sapere la risposta. Hai ragione, domande simili sono un pantano, una sabbia mobile che è anche un coacervo di infinite possibilità ed eventualità, che probabilmente non sempre danno luogo a risposte positive per chi domanda. Sono d’accordo con te, sarebbe meglio tendere al nulla come risposta: sono convinto che quando una persona piace e non si riesce a definirne il perché allora piace davvero, poiché se riuscissi a definirla ti piacerebbe solo per quelle due o tre cose che ti hanno colpito, il resto finisce in background.
    Questa, per me, è la finezza del nulla.
    Ps complimenti per il post.

    • Milla 3 novembre 2013 a 12:50 PM #

      Alex hai capito in pieno. So’ soddisfazioni :)

      • Aléxandros91 3 novembre 2013 a 12:57 PM #

        Perché il tuo pensiero è quasi identico al mio :D

  8. francescabello 3 novembre 2013 a 12:41 PM #

    L’ha ribloggato su Francesca Belloe ha commentato:
    Quando leggi post che sembrano scritti da te.

  9. devilkirby 3 novembre 2013 a 1:17 PM #

    L’amore è non chiedere mai cosa ti piace di me

  10. Sir Babylon 3 novembre 2013 a 4:43 PM #

    Dovrei far leggere questo post a Chicco. Mi fa certe domande a volte! :)

  11. rossodipersia 3 novembre 2013 a 11:55 PM #

    “Lauren. Distesa nuda sul mio letto. Tardi. Dodici e mezzo. Nella camera a fianco qualcuno sta suonando il nuovo disco dei Talking Heads. Finisco la sigaretta che sto fumando e ne accendo un’altra. Guardo Sean. Lui distoglie lo sguardo consapelvolmente. Poggia la testa contro la parete. Il gatto di Sara, Seymour, viene verso il letto e mi salta sulle ginocchia, miagolando affamato. Accarezzo la testa del gatto e guardo di nuovo Sean. Anche lui mi guarda, poi guarda di nuovo il pezzo di parete che stava fissando. Lui sa che io voglio che se ne vada. Ha questo chiaro discernimento impresso sulla faccia; vestiti, vattene, sto pensando. Sbadiglio. Nella camera a fianco il disco salta, comincia da capo. Non voglio che lui mi veda nuda, così mi avvolgo nel lenzuolo.”
    (Bret Easton Ellis – Le Regole dell’Attrazione)

    • Milla 4 novembre 2013 a 7:43 AM #

      Non ci credo.
      Ho amato quel libro e Lauren Hynde manco fosse stata amica mia.

  12. laura 4 novembre 2013 a 10:44 AM #

    “Gli avambracci” a me è sembrata una risposta molto romantica in realtà! :-)

    • Milla 4 novembre 2013 a 11:11 AM #

      Romantica?
      Are you SCHERZING? :)

      • laura 4 novembre 2013 a 11:18 AM #

        Ai olueis scherz!!!
        secondo me (momento di serietà ma passa subito, nel caso qualcuno si stesse preoccupando) in realtà una risposta come la tua aveva due possibili reazioni
        1) se lui è intelligente e ironico: finiva esattamente come è finita
        2) se lui è deficiente e pieno di sé: ti tirava una storia sul fatto che ecco vedi quando lui vuole parlare tu non vuoi mai e la butti sempre sul ridere.
        Quindi la tua risposta ha avuto due effetti molto importanti:
        A) dare il via a un nuovo incontro di lotta greco romana
        B) farti capire che lui appartiene alla categoria n. 1
        (la B in realtà viene prima della A) :-)
        P.S. ora mi farai bannare da wordpress, lo so…
        …e ti capisco pure :-D

      • Milla 4 novembre 2013 a 11:25 AM #

        Non ti preoccupare Lauretta… Non so come si fa :D :D :D

      • laura 4 novembre 2013 a 11:31 AM #

        (sospiro di sollievo) :-P

  13. nanalsd 6 novembre 2013 a 8:41 PM #

    (Aho, comunque a me il tuo culo piace!)

    (E per un puro fattore estetico, senza nessuna nota sessuale aggiunta; cioè, è una bella cosa, no?)

  14. admirabilia 7 novembre 2013 a 9:46 PM #

    Questo post è a dir poco geniale, sembra la mia storia. Io sono sempre pronta a complessarmi per qualsiasi cosa, quando poi finalmente trovo un ragazzo che mi piace e al quale io piaccio non faccio altro che chiedermi: “Perché? Com’è possibile che questo sia accaduto?”. Puntalmente, si scopre che in realtà non gli interessavo COSI’ TANTO e che quindi i miei dubbi erano abbastanza fondati. Quello che ho imparato -delusione dopo delusione- è che non si chiede cosa piaccia all’altro di noi, è l’altro che ce lo deve dire spontaneamente, dandoci conferme e facendoci (forse) sentire un po’ più sicure di noi. In caso contrario lui si troverebbe nella scomoda situazione di dover mentire per forza, solo per farci contente. A parte il fatto che taluni individui mentono con una tranquillità d’animo impressionante. Questo, però, è un altro discorso.

    p.s. A me gli avambracci piacciono un casino.

    • Milla 8 novembre 2013 a 12:36 AM #

      …ed è un discorso da approfondire! (gli avambracci fanno SANGUE. Tu ed io lo sappiamo)

  15. keypaxx 8 novembre 2013 a 10:27 AM #

    Piace o non piace… potremmo sfogliare una margherita. I petali avrebbero lo stesso peso delle opinioni, di passaggio. È sufficiente piacersi, magari anche a giorni alterni.
    Un sorriso per il fine settimana.
    ^__^

    • Milla 8 novembre 2013 a 3:39 PM #

      No no e no. Bisogna piacersi sempre. Sempre e comunque :)

  16. Michele 11 novembre 2013 a 11:37 AM #

    ma certe domande logorano chi non le fa (specialmente le donne) per cui prima o poi ti vengono irrimediabilmente rivolte :)

    • Milla 17 novembre 2013 a 10:55 PM #

      Oddio… davvero?

      • Michele 17 novembre 2013 a 10:56 PM #

        Eh si. Assolutamente ;)

  17. keypaxx 15 novembre 2013 a 11:47 AM #

    Un sorriso per un sereno fine settimana.
    ^__^

  18. Fedifrago 16 novembre 2013 a 8:35 PM #

    Cosa ti piace di me è la versione base. Le più perverse ti domandano “ma, tra tutto, quali sono le cose di me che ti hanno così colpito da fare la differenza?”
    E qui non sai se buttarla sulla matematica, o buttarla e basta…..

    • Milla 16 novembre 2013 a 8:36 PM #

      Buttarla dove? :)

      • Fedifrago 16 novembre 2013 a 8:37 PM #

        Discarica? ;)

      • Milla 16 novembre 2013 a 8:38 PM #

        Differenziata dai….

      • Fedifrago 16 novembre 2013 a 8:40 PM #

        Però bisogna fare un distinguo (a proposito di differenziata), ovvero se te lo chiede alla prima uscita o,dopo il matrimonio. Nel primo caso si apre lo sportello dell’auto in corsa sganciandole la cintura di sicurezza, nel secondo oramai l’hai sposata e qualsiasi risposta sarà sbagliata :P

      • Milla 17 novembre 2013 a 10:54 PM #

        Nettissimo.
        Bravo.

  19. labyrinthpersephone 25 novembre 2013 a 7:24 AM #

    Io sono una di quelle che celandosi dietro al “Preferisco dire tutto” chiede quasi ogni cosa, però premettendo che le rotture di palle di cui sono portatrice (non del tutto sana) sono più personali che banali. Perché dai, “Cosa ti piace di me” è banale, e concordo con te.
    Però dai, in fondo lo sappiamo cosa ci piace delle altre persone. Magari non sappiamo esprimere tutto tutto, magari alcune cose evitiamo di ammetterle persino, ma in fondo in fondo la lista ce la teniamo per noi.

    • Milla 25 novembre 2013 a 9:20 AM #

      Io ho una lista meticolosissima e segretissima in effetti :)

  20. Milla 8 novembre 2013 a 3:40 PM #

    Hahahah ma grazie :)

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  1. Non ho detto amore, ho detto motore (cit.) | LaBodeguita85 - 8 novembre 2013

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