On air - Don’t let me be misunderstood - Santa Esmeralda
L’annosa questione del darla o meno al primo appuntamento ha sempre aperto scenari inaspettati.
Nel confrontarmi con le mie amiche sull’argomento ho scoperto, senza stupirmene granché, che il tenersela tutta per sé per le prime uscite è passato di moda insieme con la matita mattone intorno le labbra, e, proprio come questa, si spera non torni in voga mai più.
Sono stata educata da una bellona. Mia madre. E come ogni bellona che si rispetti il D&D (divertirsi&darla) mi è stato sempre presentato come l’anticamera dello zitellaggio selvaggio. Vuoi divertirti? Vuoi darla? Fai pure. Poi, però, non lamentarti se i tuoi unici amanti, quelli che ti coccoleranno finché morte non vi separi, si chiameranno Ciocco e Lato.
Ho sempre saputo che c’era puzza di inganno sotto questa nefasta profezia, e nonostante questo abbia fatto maturare in me il seme della ribellione, non sono mai riuscita, a conti fatti, a scrollarmi di dosso l’idea di una me incartapecorita ed in compagnia dei soli Ciocco e Lato.
Ciò ha fatto di me un mostro.
Un mostro della serie “Non te la darò. Ma tu avrai sempre l’impressione che io stia per dartela, da un momento all’altro”. Perché, in fondo, le mie intenzioni sarebbero quelle. Ed è sempre stato un grande errore non assecondarle, lo ammetto. A nulla serve temporeggiare. Il tempismo, poi, è tutto nella vita. E manco posso incolpare troppo mia madre, ché è facile incolparle, le povere madri, quando il loro unico obiettivo, durante l’adolescenza delle figlie, è preservarle dalla sifilide. Insomma, tutti sbagliamo nella vita. E’ il mio perseverare nel tirarmela senza nemmeno vagamente condividere le teorie del tiraggio estremo, che è diabolico.
Però, ogni tanto, torno in me. E so essere davvero disobbediente.
Ed ho sorriso quasi intenerita dal matching delle mutande bordeaux di Nicola con il mio completo rosso festaiolo. Perché la pioggia ed il concerto triste non hanno sortito alcun effetto. Avrebbero dovuto abbatterci, insonnolirci. E, invece, mi hanno portata a sfidarlo.
“E’ davvero così imbattibile il tuo Margarita?” – gli ho chiesto mentre correvamo sotto un cornicione, cercando invano di evitare la pioggia battente.
Lui ha annuito tronfio, mostrandomi tutti i denti.
“Provamelo” – ho aggiunto, mentre entravo nel portone di casa mia, lasciando che mi seguisse.
E lui, fortunatamente, non ha avuto davvero il tempo per provarmelo.
Né per accorgersi che io, la tequila per il Margarita, proprio non ce l’avevo.


…la colonna sonora è perfetta
Ed io vado in brodo di giuggiole quando qualcuno nota le “mie” canzoni!
eh il margarita è fantastico, lo adoro
ma sai, io non credo che il problema sia da porsi prima, e dopo, beh si segue solo ciò che dice istinto desiderio e passionalità.
Non ci riesco
In che senso? Io tendo a accettare l’istinto. E quando posso lasciarmi andare e via
Mmmmmmmm interessante finale
L’assenza di tequila?
Un uomo che prepara un buon Margarita è ancora meglio di un uomo che sa cucinare. La prossima volta dagli il tempo di provartelo!!!
Non so… Alla fine, di fronte a certe opzioni, scegliere il margarita sarebbe proprio da sciocchine!
Mi strapiace la canzone. Tutto il resto non lo condivido. Solo perchè non sono Nicola! Un bacio!
Ma ogni Vuc ha una Camilla lì fuori…
Sei proprio carina, mentre scrivevo il commento avevo gli occhi da cane bastonato, a quanto pare hai ricevuto o sguardo.
E JE L’AVEMO FATTA!!!!
Bravo Nicola!
E brava Camilla no?
Brava Camilla che ha corrotto un’anima pia <3
ma poi, era davvero così imbattibile il suo….. “Margarita”?
(altro vezzo millesco, questo chiamarlo così, no?)
Hahaha no Poetè, nessun vezzo. Non ho paura a dire PISELLO.
beh…un vezzeggiativino…
visto he Nicolino…è un po’ tontino…
O no?
(magari s’è riscattato…)
“un po’ tontino”… Avoja a pedalà Poetè…
e lacialo pedalà….
Mhhhhh, devo imparare a fare il “Margarita”…..
non per difendere a priori la categoria dei Nicola, ma sulla mia teoria del leone allora forse avevo ragione
…insomma mi stai dicendo che l’altro Nicola non è così appetitoso, sono io che ho le traveggole!!!!
Ah boh, lo saprai tu, ma non mi sembri così…. saziata
A proposito, il concerto “triste” di chi era?
No non puoi farlo. Non puoi chiedermelo. Mi vergogno troppo di esserci andata. A un certo punto mi son messa a frugare nella borsa in cerca degli occhiali da sole.
Interessante…..
ma voi donne non avete un minimo sindacale obbligatorio dal quale non di può prescindere? Tipo che un uomo non abbia le unghie nere, i calzini bianchi, che non sbagli i congiuntivi, e così via?
Il punto è che io mi riferivo al concerto
Quel concerto era così: un uomo coi capelli unti e l’alitosi.
Mhhh, forse ho scritto “non di può prescindere”…
Non so, mi sembra di averlo visto con la coda dell’occhio mentre inviavo la risposta O_o
Ellosapevoio che il Nicola non era frocio
!
Io ancora ho dubbi…
Forse è double face
…
ahahahahah ammetto che mi hai fatto proprio ridere sta volta! e quindi ti becchi il commento da bar!
Sei un genio Camy!
ahahahah
Che c’è da ride oh!!! Matty tu mi prendi in giro
Naaa era un misto tra una presa in giro e un’approvazione totale per la strategia del bluff!
Il resto me lo tengo per me va ahahhaah
grande! grande!
Sputa il rospo Coso!
…bella Camilla. Adoro queste storie ‘di rimorchio’
così tanta adrenalina e tante bollicine ( avolte alcoliche a volte no) hanno bisogno di fare sempre un ottimo ‘botto’ …e il posto migliore è ovviamente il letto. Baci e segui i tuoi istinti…
Ma grazie! Bacetti a te!
questa storia mi è piaciuta.. uomini imparate a fare il “Margarita”…la canzone è bellissima
Sì, pure a me è piaciuta. E non la storia. Né il Margarita. E nemmeno la canzone.
Leggerti oggi è stato un raggio di luce nel grigiore… tu cambi il mio umore!
Che bello
È estate anche da te?
smmmmmmmmack! direi di sì!
Ma che cazzo!!
(in senso metaforico ovvio)