On air - I’m a bitch - Meredith Brooks
Trascorro i pochi momenti liberi delle ultime 48 ore a sfogliare i miei quaderni di cucina. Perché io, in cucina, sono una vera pippa, ma tutte le mie amiche sanno quanta dedizione e quanta creatività io metta nella nobile arte culinaria e sanno che alla domanda “Consigliami un dolce da fare per una cena speciale” io non risponderò mai “Spremi un impasto già pronto in una teglia da plumcake” ma mi dedicherò ad accurate ricerche finché non troverò lui: il cannolo a forma di candela. Ricoperto di granella di nocciole, ovviamente.
Il cannolo a forma di candela, con ciuffetto di zucchero caramellato a mo’ di fiammella, è una porcata degna di Camilla.
Angie lo sa, ma non le importa. Mi chiede la ricetta via email. Gliela inoltro e pretendo che lei faccia un servizio fotografico alle sue creazioni. Solo quando ricevo le foto sul cellulare e mi siedo comoda sul divano per esaminarle mi rendo conto di quanto Angie sia simile a me. Ogni cannolo-candela, ogni singolo cannolo-candela, ha forma fallica.
“Angie, sono un capolavoro” – le scrivo, per non demoralizzarla.
“Sono sbilenchi” – replica lei, come se fosse quello il vero problema del suo dessert.
Proprio pochi giorni prima stavo sfogando le mie frustrazioni culinarie con Tomas, cuoco eccellente nonché uomo dotato di santa pazienza e un sacco di tempo da dedicarmi. Ci sono periodi in cui lo frequento così spesso e mi ritrovo così spesso dentro casa sua che quasi mi sembra di avere una relazione con lui. In verità, più passa il tempo e più mi convinco che non sia realmente interessato al genere femminile. Il sospetto si è consolidato quando gli ho praticamente mostrato una tetta per fargli vedere il minuscolo neo che la dermatologa mi aveva detto di tenere sotto controllo. Lui ha continuato a sistemare i suoi cd, consigliandomi un’epiluminescenza.
“Angelito la cucina non è per tutti”
“Sì ma perché non lo è per me? Io mi impegno, mi applico, compro anche un sacco di minchiate costosissime da Castroni”
Tomas mi ha sorriso bonario. Ho avuto un impeto di rabbia. Ultimamente non tollero i sorrisetti bonari, mi ricordano Nicola e la sua espressione del cazzo e mi fanno venir voglia di prendere il mio interlocutore per il colletto della maglietta. Ho abbassato lo sguardo per distrarmi.
“Generalmente, Angelito, l’impegno può far tanto. Ma non è una regola. La cucina è amore, no? Funziona nello stesso modo” – ha preso la sedia, si è seduto di fronte a me e mi ha rivolto un altro sorriso bonario. Ho iniziato a fissare un quadro – “Hai capito?”
“No ma lascia stare. Se la cucina è amore è già chiaro perché io sia una sega. E la colpa non è delle mie padelle cheap“
E io mi sono impegnata un sacco, accidenti. In passato mi sono impegnata con Diego e mi sono impegnata altrettanto coi dessert. Ma si sa com’è finita. E i cannoli-candela che avevo fatto per il compleanno di mia madre non avevano una forma tanto diversa e tanto più gradevole di quelli partoriti da Angie. La quale è gravida, non ce lo dimentichiamo, il che sta a sottolineare la sua evidente difficoltà nel gestirlo, l’amore.
Tomas mi ha rivolto il terzo sorriso bonario e io quasi sono andata via dalla stanza. Con nonchalance, per non fargli notare quanto in realtà, sotto quella calma apparente, fossi isterica e reattiva. Sarebbe stato troppo complicato spiegargli che nelle giornate-no il mio cervello reagisce male pure ai sorrisi teneri.
“E’ anche colpa del maestro, dai” – mi ha detto mentre ero già sulla soglia della porta.
“Il maestro saresti tu?”
“Eh sì. La ricetta del mio revuelto non ti è mai riuscita, ad esempio”
“E ho quasi avvelenato Diego, quel giorno” – ho detto ridendo e tornando vicina a lui.
“Angelito, a proposito, che fine ha fatto?” – ha chiesto con la stessa nonchalance che avevo applicato pochi secondi prima per filarmela dalla stanza.
Ci ho pensato un attimo, come se fosse un mistero da risolvere. Come se non lo sapessi che la sua fine è quella che io gli ho fatto fare, allontanandolo. Che poi, si può opinare quanto volete, in merito a quest’ultima mia frase. Si può opinare che sia stata io ad allontanarlo, asserendo che in realtà sia stato lui, subdolamente, a portare me a simili decisioni. Eppure, io al pelo che tira più di un carro di buoi in discesa c’ho sempre creduto, ed è una certezza quasi matematica che lui avrebbe proseguito fintanto che non avesse incontrato la bionda watussa del mio sogno di qualche notte fa.
“Tommy” – ho risposto seria – “Starà in macchina con Corona” – e, di certo, se la diverte meno di me.


la buona cucina è equilibrio. Saper dosare, assaggiare passo passo e aggiustare. Mescolare sempre tutto con vigore. Non andare di fretta, leggere bene un ricetta più volte. Per i dolci pensa che usare del burro troppo freddo da mescolare insieme al resto già può rovinare tutto. La farina deve essere sempre setacciata, sennò si formano le palline granulose indistruttibili…
In parole spicciole sono squilibrata.
“nelle giornate-no il mio cervello reagisce male pure ai sorrisi teneri” questa è la mia frase del mese
Succede anche a te, sorella?
eccerto
Una donna felice in amore lo brucia il soufflé, ma una donna infelice… ahimè! Si dimentica di accendere il forno (cit).
SABRINAAAAA!!!!!
No aspetta… Fammi vedere un po’ quel neo lì…
VOILÀ!!
Il sangue dal naso.
Chiaramente voglio la ricetta del cannolo a forma di candela!!!
Pasta sfoglia, crema pasticcera, granella di nocciole e zucchero caramellato per fare la fiammella. Ovviamente vanno serviti in verticale.
Ed ora non deridermi!
Beh, un po’ sintetica
Qualche foto disponibile!?!?!
La ricetta l’avevo presa tempo fa da un giornale… Ora lo ripesco e ti delizio con la foto degli originali.
C’è qualcuno a cui la cucina va meglio di altri. Ci sono un sacco di ricette dove mischi tutto e ficchi nello stampo senza troppi patemi!
Mill, la cucina non è per tutti……e……sticazzi :p
Io mia moglie l’ho sposata lo stesso!
Mi rincuori Maritozzo. Mi rincuori.
Hai anche te un coinquilino spagnolo per caso?
Io dalla mia voglio farmi insegnare tante sfiziose ricette prima di tornare.
No… Abita di sotto però
vicinivicini
ho spulciato meglio il tuo blog.
dio se mi piace come scrivi.
è che sei una con le palle, che dice quello che le passa per la testa fottendosene allegramente se gli altri la pensano in modo diverso.
è una caratteristica che abbiamo in comune, e mi piace.
peace & love
Lolita, di solito non è una caratteristica che riscuote molto successo, la nostra. Ma se sei davvero simile a me allora ben saprai che la risposta giusta a quest’affermazione è “E sti cazzi!”
…non ti preoccupare, c’è anche chi sa solo cucinare!
Baci!
Nessuno sa cucinare, nessuno. Siete tutti come me!!!
acc. probabilmente hai ragione!
baci!
MILLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Ma che te urli!!!!
Mi manchi…
Di già.
E’ soggettivo.
la cucina, se non da professionisti, è estro, follia e gola…
perchè se dio ha inventato il cibo è il diavolo che ha fatto i cuochi!
Io di estro e follia ne ho a palate, Michele. Ma ti assicuro che in cucina non producono buoni risultati. Non con me
ahahahah allora ti servirà un ottimo insegnante o ricettario