On air - Besame mucho - Ray Conniff
Ed improvvisamente mi ritrovo davanti ad un bicchiere di vino accerchiata da un nutrito numero di seguaci di Bridget Jones. E’ venerdì sera, e sento terribilmente la mancanza delle mie amiche più intime, le quali, tuttavia, non fanno che piantare una buca dopo l’altra.
Mi aggrego a Sofia e al suo gruppetto di Bridgets, che mi trascinano in uno di quei nuovi locali vintage che vanno tanto di moda adesso. Quei lounge bar inzeppati di mobili vecchi, disseminati a caso, che piacciono tanto ai neo-fighetti del XXI secolo, e che io, pertanto, detesto. Alimentano la mia repulsione verso il posticcio. Anche il vino, nonostante il bel calice nel quale l’hanno servito servito, ha un che di tarocco.
Le Bridgets parlano, ovviamente, di uomini la gran parte del tempo. Solo la biondona corpulenta seduta vicino a me cerca di darsi un tono e minimizza ogni paturnia, ma io non riesco a non farmela stare sul cazzo a causa della sua antipatica somiglianza con la bionda alta e robusta che teneva per mano Diego nel mio sogno di qualche notte fa. Una di loro loda la sua vita da single. Le sorrido mentre faccio roteare il vino che ho nel bicchiere e le chiedo cortesemente di non sparare cazzate. Le altre Bridgets mi gettano sguardi di consenso. “Ah com’è brutta la vita da single!”, urlano le loro faccine truccate.
E la vita da single mi fa pensare al rimorchio. E il rimorchio mi fa pensare a Nicola. Lo avevo incontrato la mattina stessa in ascensore e mi sarei spalancata il cappotto e avrei bloccato le porte, se solo avessi davvero desiderato esser licenziata in tronco. Ma sono riuscita ad arrivare fino al sesto piano con lui semplicemente arrotolandomi una ciocca di capelli intorno all’indice. Se avessi avuto un chewing-gum avrei fatto un sacco di palloni. Lui ha sorriso tutto il tempo, come un coglione. Certe volte mi sembra di esser tornata ai tempi del liceo, in cui io sono quella che se la tira fino alla morte ma che in realtà ha l’ormone impazzito e l’occhio che guizza di vivacità repressa.
Mi sembra di essere tornata ai tempi del liceo perché, improvvisamente, non mi interessa più comprarmi vestitini di seta e calze autoreggenti, ma mi impegno a coltivare la mia collezione di All Star e non faccio che cercare nuovi jeans e nuove magliette con le stampe. Ché da sola e con un sacco di nuove energie i vestiti striminziti non sono certo il modo migliore per affrontare quella corsa a perdifiato che è la mia vita adesso. E mi sento bellissima. Molto più bella che vestita da bomboniera hot.
Le Bridgets raccontano aneddoti sui loro corteggiatori e sul corteggiamento ed io infilo il naso nel mio bicchiere e penso tra me che già dal liceo non amavo i cincischiamenti con l’altro sesso, anche se l’etichetta del rimorchio ne ha sempre richiesti a vagonate. Forse è per questo che sono sempre stata così scarsa in questo limbo terrificante chiamato vita da single.
A 20 anni ho avuto una storia romanticissima con un essere adorabile che piaceva a mia madre e a tutte le mie amiche. La mattina mi svegliava baciandomi piano le guance, mi accarezzava i capelli e aveva un sacco di debiti col fioraio. Mi aveva conquistata nel più classico dei modi: con frasi romantiche, complimenti e tonnellate di messaggi e regali.
E’ durata pochissimo.
Poi sono partita per la Scozia con Patrizio, con la scusa che era “il mio migliore amico”, e ho capito che non c’era proprio niente da fare. Patrizio mi svegliava la mattina con un bacio su un capezzolo, mi prendeva per i fianchi e solo dopo aver fatto l’amore mi diceva Buongiorno. E spesse volte cadevamo per terra, ché il letto dell’hotel di Edimburgo era troppo piccolo, e il Buongiorno me lo diceva sul pavimento, ed ero sempre piena di lividi.
Infilo ancor di più il naso nel bicchiere e dico alle Bridgets che è ora di andare.
(E mi manca tanto Patrizio, ora posso dirlo. Ma lo dico tra parentesi, dovesse sentirmi, dovesse montarsi la testa)


Io spero sempre che uno di quei locali fallisca per portarmi via un po’ dei mobili a due lire (povera illusa).
Sono giorni che medito sul fatto che mi manca la fase in cui dovevo solo mettere le tacche sul letto. E’ divertente, poco impegnativa e, soprattutto, non genera aspettative logoranti. Però non so se si chiama vita da single. Quella sembra più la definizione della fase attuale, in costante attesa non so bene di cosa. L’inverno fa schifo.
Io adoro l’inverno. È lui che non adora me. La solita questione delle reciprocità.
l’inverno è il periodo dei fantasmi… bello pensare d’essere dinnanzi ad un cammino e chiedere loro della vita… delle loro esperienze.. di cosa scrivevano da vivi, e cosa vorrebbero scrivere oggi per descriverci qui in mezzo a questo mondo… amo l’inverno e i suoi derivati.. per questo mi chiamano ” cantautore invernale “… in estate penso a Natale, e scrivo di conseguenza ! Si insomma ! la collezione Invernale mia, esce prima della Combipel…
Diego, patrizio, nicola…
e milla?
Diego? Non so chi sia.
Nicola, un’ombra.
Patrizio… È lontano.
E Milla, arriva sempre per prima
E brava! l’importante è quello!
Mill non le manca….direi che è dannosamente presente :p
..ed ecco Marito pronto col guinzaglio!!!!!!
Ti voglio troppo bene per non dirti cattiverie ogni tanto ^^
Mi vuoi bene? Oddio Marito, io ora divento tuuuutta rossa!
Mò….come un marito può voler bene ad una cugina scapestrata ma intelligente!
C’ho 27 anni Marito, sono legittimata allo scapestramento. (le ultime parole famose!!!! Segnatele Marito! Ogni volta che le dico mi fidanzo!!)
Non temere, lo so che le frasi sulla situazione sentimentale delle donne sono da prendere sempre con le pinze…
Ma porca miseria: le Bridget non hanno corteggiatori!!!
Diffida dalle imitazioni!
Come no… E Hugh Grant dove lo metti?
Vabbè, ma quello è l’inizio del miracolo, della risoluzione finale! Non vale!
Premesso che anche secondo me sei più figa con le maglie con le stampe e le All Stars, quella parentesi là mi fa un po’ paura.
Come la si deve interpretare?
ANZI.
(Come la si deve interpretare?)
E comunque pure io voglio uscire con le Bridgets!
Solo per rispondere male alla biondona che si faceva bella davanti a te.
Tsé.
Ma che vuole mò questa.
Nana non t’ho capito. Me sto a rincoglionì.
Reblogged this on Il blog di Ponterosso.
complimenti a Milla per la chiarezza e l’ironia applicate al testo scritto. Go on!
Ma grazie Bruno
E chi le sopporta le bridget? Ne sono circondata! -.-”
Sono dappertutto!!!!!!!!!
Speriamo che Nicola non abbia mai aperto per caso un libro dei gesti alla pagina “Quando una donna ti guarda arrotolandosi una ciocca di capelli intorno al dito…” perchè io l’ho fatto e per quanto non ci creda, ormai ci penso tutte le volte che accade! ahaha
E comunque se ti servono negozi speciali per t-shirt stampe speciali, qualche chicchetta te la do io che sono ancora giovane! ahahahah
Saluto mils!
C’hai 95 anni Matty.
ahahahahhahah mi ti immagini così èhh!! Brizzolato sulla 90ina con pochi denti che si alcolizza da solo alle 5 di mattina di sabato…
Può essere un’idea sai!
(a ‘nvidiosa…
)
Ho capito che i tuoi post mi piacciono a prescindere, non c’è niente da fare!
Muah muah e ancora muah.
Cara Milla come mi lusingherebbe trovare in ascensore una bella donna che si attorcigliasse i capelli per me! …ma il mio ufficio è in una depandance a piano terra!! Ufff!!
Nemmeno uno sgabuzzino dove scendere o un solaio dove salire?
Patrizio mi è sempre stato simpatico a prescindere… molto più di Bridget!
Pure a me